Pizza o Pinsa: differenze e caratteristiche
   08/19/2026 10:00:00     Curiosità    Comments 0
Pizza o Pinsa: differenze e caratteristiche
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La differenza tra pizza e pinsa è uno dei dubbi più comuni tra chi ama la cucina italiana, complice il fatto che i due prodotti vengono spesso confusi o considerati la stessa cosa con un nome diverso.

In realtà pizza e pinsa nascono da impasti profondamente diversi: cambiano le farine, l'idratazione, i tempi di lievitazione e persino la consistenza finale. E, a differenza di quanto si crede, la pinsa non è affatto un'antica ricetta romana riscoperta: è un prodotto inventato nel 2001, con una storia molto più recente.

In questo articolo vediamo da dove nasce davvero la pinsa, cosa la distingue tecnicamente dalla pizza e come orientarti nella scelta, che tu stia ordinando in pizzeria o preparando la cena a casa.

Pizza o pinsa: i dubbi più comuni

Chi si trova a scegliere tra pizza e pinsa si scontra spesso con gli stessi dubbi:

- La pinsa è una ricetta antica romana?

È il mito più diffuso, ma non è così: la pinsa che conosciamo oggi non ha nulla a che fare con l'antica Roma.

- Qual è la vera differenza tra pizza e pinsa?

In molti pensano che sia solo una questione di forma, ma la differenza sostanziale è nell'impasto.

- La pinsa è davvero un impasto diverso, o è solo un nome nuovo per la pizza?

Un dubbio legittimo, considerando quanto il termine sia diventato popolare negli ultimi anni.

- Si può fare la pinsa anche a casa?

La risposta dipende dalla disponibilità del mix di farine specifico, non banale da reperire e lavorare senza esperienza.

Le origini della pinsa: un falso mito da sfatare

Il nome trae in inganno: "pinsa" deriva dal latino pinsere, che significa "schiacciare", ed è proprio questo gesto - schiacciare l'impasto con le mani per dargli la caratteristica forma ovale - a dare origine al nome.

Ma la pinsa come la conosciamo oggi è stata ideata nel 2001 dal panificatore romano Corrado Di Marco, che ha messo a punto un mix di farine specifico per ottenere un impasto molto idratato e a lunga lievitazione. È lo stesso Di Marco ad aver ammesso, in diverse interviste, di aver costruito la narrazione delle origini romane per dare al prodotto un'identità più suggestiva. Un'operazione di marketing riuscita talmente bene da essere ancora oggi scambiata per storia vera.

Le differenze tra pizza e pinsa

  • La forma è il primo indizio, ma non l'unica differenza.
    La pizza è generalmente tonda, mentre la pinsa ha una forma ovale e allungata, che deriva proprio dal gesto di "schiacciare" a mano l'impasto invece di stenderlo con il mattarello. È la differenza più immediata, ma anche la meno significativa: il vero distintivo tra i due prodotti sta nell'impasto.
  • Le farine utilizzate cambiano tutto.
    La pizza tradizionale viene preparata con un solo tipo di farina di frumento. La pinsa, invece, nasce da un mix di più farine - tipicamente frumento, soia e riso - a cui si aggiunge una piccola percentuale di pasta madre essiccata. Ogni farina ha un ruolo preciso: il frumento dà struttura e sapore, la soia contribuisce alla leggerezza e alla capacità dell'impasto di trattenere l'acqua, il riso favorisce la croccantezza esterna mantenendo morbido l'interno.
  • L'idratazione è molto più alta nella pinsa.
    La pizza classica ha un'idratazione che si aggira in genere tra il 55% e il 65% (il rapporto tra acqua e farina). La pinsa, invece, arriva tipicamente all'75-80% di idratazione, uno dei valori più alti tra gli impasti da forno. Questo è possibile proprio grazie al mix di farine: soia e riso trattengono l'acqua meglio del solo frumento, permettendo di lavorare un impasto molto idratato senza che risulti appiccicoso o difficile da gestire.
  • La lievitazione richiede molto più tempo.
    Mentre la pizza matura in genere dalle 8 alle 24 ore, l'impasto della pinsa richiede una lievitazione lunga, che va dalle 24 alle 72 ore. Il risultato è un impasto molto più alveolato, con bolle d'aria irregolari ben visibili anche a occhio nudo, croccante fuori e morbido dentro.
  • La consistenza finale è diversa al morso.
    La pizza ha in genere una consistenza più uniforme e compatta, mentre la pinsa risulta più leggera e ariosa: la combinazione di alta idratazione, lunga lievitazione e mix di farine dà infatti una struttura porosa che assorbe meno unto in cottura rispetto a un impasto classico.
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Consigli pratici per scegliere tra pizza e pinsa

  • Se cerchi un impasto più croccante e leggero, orientati sulla pinsa: la sua struttura alveolata la rende ideale anche con condimenti più ricchi.
  • Se preferisci la consistenza classica e compatta, la pizza resta la scelta più familiare, perfetta con qualsiasi tipo di condimento.
  • Per una cena informale con più persone, la pinsa si presta bene a essere tagliata a listarelle e condivisa come antipasto o finger food.
  • Non serve scegliere per forza: puoi alternare pizza e pinsa in base all'occasione, al condimento che hai in mente o semplicemente alla voglia del momento.

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